San Valentino in montagna a lume di candela, con il lago illuminato e un'atmosfera romantica, per una coppia di persone che si vogliono bene e' sicuramente coinvolgente. Il ristorante Chalet sul lago organizza da qualche anno la cena romantica con menu' a tema. Il prezzo contenuto sicuramente non guasta. Inoltre L'abergo hotel da la possibilita' di fermarsi anche la notte, per chi non ha fretta di scendere, passare la notte in montagna dopo la cena e' emozionante. Dopo la cena romantica nel ristorante dell'albergo hotel, qualche canzone romantica cantata e dedicata dagli innamorati, crea un ulteriore atmosfera di calore.
L'origine della ricorrenza, a dispetto della classificazione "ecclesiastica" del
Valentino in questione, e' tutt'altro che sacra e risale al quarto secolo avanti Cristo
allorche' la gioventu' romana dell'epoca festeggiava i Lupercalia. Per i romani, infatti,
febbraio era considerato il mese preparatorio all'avvento della primavera, la stagione
della rinascita; era quello il periodo in cui i romani iniziavano i riti della
purificazione e le abitazioni erano soggette a pulizie particolari (un po' le nostre
pulizie di primavera) al termine delle quali vi si spargevano sale ed una speciale farina
"purificatrice". Verso la meta' del mese, iniziavano i festeggiamenti veri e propri dei
Lupercalia, dedicati a Luperco, il dio ritenuto capace di tenere lontani i branchi di
lupi dai campi coltivati. I sacerdoti dell'ordine dei Luperici, deputati al culto in
questione, si recavano presso la grotta in cui si riteneva, secondo la leggenda, che la
lupa avesse porto le proprie mammelle a Romolo e Remo, all'interno della quale compivano
i tradizionali riti e sacrifici propiziatori. Il sacrificio dei poveri animali consentiva
di raccogliere il loro sangue di cui venivano macchiate le vie cittadine come auspicio di
fertilita'. L'evento cui tutta la gioventu' romana aspirava, comun-
que, era di tutt'altra natura e consisteva in quello che oggi potremmo definire una
specie di "lotteria dell'amore". I sacerdoti riempivano un'urna con i nomi di uomini e
donne adoratori del dio in questione e, al termine di un'opportuna rimescolata,
proponevano ad un bambino la scelta casuale delle coppie che, per l'intero anno
successivo, avrebbero dovuto convivere in piena intimita' affinche' si portasse a
compimento il rito della fertilita'. A meta' del febbraio successivo, un nuovo sorteggio
provocava il consueto rimescolamento delle coppie all'insegna di un altro anno di
rinnovata prosperita' e fertilita'.